Le imposte di successione: a quanto ammontano e quando vanno pagate

Posted by Gianluca 21/01/2019 0 Comment(s)

Vediamo quali e quante sono sono le imposte da pagare su in immobile ereditato.
Per calcolarle, dobbiamo prendere a riferimento le imposte di successione e le agevolazioni fiscali per il passaggio di proprietà della casa. È bene ricordare sempre che a queste somme andrà aggiunto l’onorario del notaio che si occuperà delle pratiche.
La dichiarazione di successione è un documento che va presentato tramite Caf o commercialista, o autonomamente tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, in caso l’eredità superi i 100.000 € o comprenda beni immobili quali case, ville, terreni, negozi, box, etc.

 

Le aliquote dell’imposta di successione

 

Le franchigie e le aliquote dell’imposta di successione sono variabili. Vediamo di seguito caso per caso:

 

  • Casa in eredità al coniuge, ai figli, ai nipoti o ai genitori: in questo caso la tassa è pari al 4% del valore totale dell’eredità, calcolando però soltanto la parte eccedente il milione di Euro.
  • Casa in eredità a fratelli o sorelle: la tassa dovuta equivale al 6% da calcolarsi solo sul valore eccedente i 100.000 €
  • Casa in eredità ad altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta o correlata entro il 3° grado: l’imposta in questo caso ammonta al 6% dell’eredità.
  • Casa in eredità ad altri soggetti non legati da nessuno dei vincoli di parentela sopracitati: in questo caso non si applicano franchigie e il valore dell’imposta è dell’8%.
  • Casa in eredità ad un disabile: in questo caso l’aliquota è relativa al grado di parentela, ma applicabile solo sull’eccedenza di 1,5 milioni di Euro.

 

L’imposta catastale ed ipotecaria di successione

 

Oltre alle aliquote fin qui viste, va aggiunta l’imposta ipotecaria e catastale. La prima è dovuta per la trascrizione presso gli uffici dell AdE-T e l’importo si calcola applicando l’aliquota del 2% sul valore delle quote degli immobili secondo il valore catastale. L’imposta catastale è dovuta per un importo che si ottiene applicando l’aliquota dell’1% alle quote degli immobili.

 

Infine, è bene ricordare che esistono le agevolazioni fiscali sulla prima casa, che sono applicabili se l’immobile non è di lusso (A/8 o A/9), se l’erede non possiede un altro immobile adibito ad abitazione nello stesso Comune o se non ha un altro immobile (a prescindere dalla categoria catastale) acquistato con la medesima agevolazione; inoltre, l’erede deve trasferire la sua residenza nel Comune in cui è situato l’immobile entro 18 mesi dal passaggio di proprietà.

Nel caso in cui queste condizioni sussistano, l’imposta di registro e quella catastale hanno un costo fisso di 200 € ciascuna.