Tassi di interesse in aumento sui mutui a causa dello spread

Posted by Gianluca 21/01/2019 0 Comment(s)

 

Un recente rapporto di Intesa Sanpaolo sul mercato immobiliare residenziale segnala che, a causa del differenziale elevato tra il rendimento dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi (BTP decennali / Bund) e la fine del Quantitative Easing, i tassi di interesse sui mutui immobiliari hanno mostrato dei segnali di aumento.

L’aumento dello spread si fa sentire sui tassi bancari sia a causa della perdita di valore del capitale delle banche, sia a causa del fatto che il funding degli istituti di credito vede salire il suo costo. A completare il tutto, viene ipotizzato anche un rialzo progressivo dei tassi Euribor.

Il livello dei tassi sui mutui immobiliari resta ancora basso, ma mostra una tendenza all’aumento.

Lo scorso luglio, il tasso medio complessivo aveva toccato l’1,79%, il minimo storico, per poi risalire all’1,9% a novembre: il tasso variabile è aumentato dall’1,52% all’1,59% medio sul calcolo dei primi nove mesi del 2018; allo stesso modo, il tasso fisso è salito dal 2,07%, partendo dall’1,95% raggiunto a settembre.

Il capo economista di Intesa Sanpaolo, Gregorio de Felice, spiega:
Il mercato residenziale in Italia è in ripresa, non siamo ancora ai livelli di compravendita che avevamo prima della crisi del debito, ma c’è un trend moderatamente positivo, sostenuto da un livello dei tassi di interesse basso e da una discreta crescita del reddito disponibile delle famiglie”.

 

Nelle previsioni per l’anno in corso, partendo dal 2014, il reddito disponibile delle famiglie si è attestato su una media dello 0,9%, a differenza degli anni della crisi, dove la flessione media è stata dell’1,8%.
Inoltre, da luglio 2018 si è registrata una crescita delle erogazioni dei mutui sulle abitazioni, aumentando di ben 14,7 punti percentuali su base annua calcolata ad ottobre.

 

In merito alle compravendite di immobili residenziali, il tasso di crescita resta moderato: si è visto un aumento del 5,6% nel secondo trimestre del 2018 e del 6,7% nel terzo trimestre, nonostante il numero di transazioni rimanga ancora inferiore di circa un terzo rispetto ai massimi del 2006.

Su questo punto, De Felice afferma: “C’è una tenuta dei prezzi e una ripresa delle compravendite sui riti modesti, non è un mercato effervescente, ma la ripresa c’è”.
 

In tutta Italia si registra un aumento delle compravendite immobiliari, specialmente nei capoluoghi di provincia, nei quali si concentra un terzo del volume totale. Il mercato Milanese si conferma solido, con un +24% registrato nei primi nove mesi del 2018 su base calcolata al 2011. La maggior parte delle transazioni si registra su immobili medio-grandi e piccoli, i cui prezzi per le abitazioni di nuova costruzione sono in aumento.
Nel terzo trimestre, i prezzi del residenziale sono risultati essere in calo dello 0,8% sia su base annua che su il trimestre precedente. A Milano a tenere meglio sono le case situate in zone di pregio, mentre a Roma sono le abitazioni prestigiose stesse, già esistenti, a risultare più resistenti.

 

Per quanto riguarda le prospettive del mercato, le intenzioni di acquisto sembrerebbero essere in miglioramento: la percentuale di consumatori che nel quarto trimestre ha dichiarato di essere intenzionata all’acquisto di un immobile residenziale ha raggiunto il livello più alto da ottobre 2005.